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Liberiamoci dai pensieri bloccanti

Capita a tutti nella vita di trovarsi a dover affrontare situazioni difficili, complesse. Pensiamo a problemi lavorativi, o a dinamiche familiari, o più genericamente, relazionali. A volte, il peso della routine può causarci dei veri e propri blocchi emotivi e funzionali tali da costituire vere zavorre e pesare come macigni nella nostra normale fluidità quotidiana. Tutto questo, oltre ad influire negativamente sulla nostra salute psicofisica ( psiche e soma sono strettamente collegati e si influenzano vicendevolmente) e ad ostacolarci sia a livello lavorativo che personale, può condurci, nelle forme più gravi, a stati di cattiva efficienza e produttività che rischiano di minare dimensioni importanti della nostra vita fino a scaricarci completamente di ogni energia di recupero e minare tutti i tentativi di ripresa e di ottimizzazione. Tutto ciò chiaramente comporta un peggioramento generale che non è assolutamente auspicabile.

Nei casi più gravi ci ritroveremmo deprivati di ogni funzionalità cerebrale, in quanto un cervello in forma è un cervello operativo, pronto al problem solving. Il cervello attivo è un cervello fluido, la cui mente, proprio nell’azione continua, si mantiene al meglio delle sue possibilità. Si tratta di mantenere uno stato di concentrazione e rilassatezza insieme, molto leggera. In tal modo l’azione scorre come per una sorta di stato di grazia. In buona sostanza bisogna liberare la mente, come in una specie di stato zero, in cui si può riuscire a realizzare anche le cose più difficili, in una sorta di forte connessione neuronale. E’ un po’ come tornare al modo di essere dei bambini, un po’ magico, dove tutto è possibile perché è la maniera naturale in cui viene tradotta concretamente la volontà operativa del cervello. Ma come fare? Ci sono alcuni esercizi di autoeducazione che risultano molto utili a creare identità tra i nostri desideri (uscire dai pensieri bloccanti) e il nostro strumento (il cervello). Infatti prima di fare qualsiasi cosa, prima di parlare, prima di agire, è necessario ascoltarsi. Solo ascoltando seriamente e liberamente il nostro sé possiamo essere autentici. Quindi se siamo tristi, non sforziamoci di ridere a tutti i costi.

E’ fondamentale allinearsi quanto più possibile con il nostro sentire in modo da non creare disallineamenti che ci allontanano sempre più da noi stessi e, quindi, dalla possibilità di risolvere il nostro impasse. Per prima cosa, spezziamo la routine. Cambiamo, capovolgiamo il nostro modo di affrontare il quotidiano con semplici variazioni. Ad es.: proviamo a cambiare il tragitto che percorriamo normalmente per raggiungere il posto di lavoro. Oppure variamo la nostra alimentazione. Invece del classico cappuccino e cornetto, proviamo qualcosa di esotico, o magari di totalmente fuori dall’ordinario. Usciamo la sera se siamo soliti restare a casa e/o viceversa. Dedichiamoci ad attività che ci entusiasmano e ci creano benessere. Queste modifiche sull’ordinario permettono al nostro cervello di educarsi a ragionare in maniera differente da come è abituato a fare solitamente, e a trovare soluzioni del tutto inaspettate. Un’altra strategia efficace può risultare quella di immergersi nel nero. Il nero richiama al buio dell’utero materno dove avviene l’origine e lo sviluppo di una nuova vita. Risulta quindi profondamente produttivo e rigenerante per il cervello.

E’ sufficiente scegliere un ambiente silenzioso e buio in cui restare immobili, magari distesi, per qualche minuto respirando prima lentamente e poi sempre più energicamente. Lo stato di benessere successivo all’esercizio è pressochè assicurato. Un altro metodo, che forse qualcuno troverà bizzarro, ma che può offrire ottimi riscontri, è quello di inventare un personaggio di fantasia che si trovi ad affrontare al nostro posto le difficoltà che ci opprimono e ‘guardare’ come questi si comporta al nostro posto. Diamo un volto, sembianze a costui ed immaginiamocelo nelle situazioni che noi dovremmo affrontare giorno per giorno. Questo esercizio ci aiuta a stare meglio con noi stessi e ci aiuta a liberarci da condizionamenti inutili.

Dulcis in fundo, proviamo ad abbandonarci alla visione di un film, commedia o azione, a seconda delle personali preferenze. Anche se momentanea, la sensazione di leggerezza, al termine della proiezione, è assicurata e, con essa, anche i pensieri cominceranno a scorrere più lievi.
Sonia Sellitto, Pedagogista

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Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Collaboro con varie testate nazionali. Sono organizzatrice e curatrice di eventi.

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