Vesuvio: dopo gli incendi, le dichiarazioni dell'Associazione Primaurora

24 Agosto 2025
Napoli- Dopo l’ennesimo sopralluogo lungo il perimetro dell’incendio e gli ennesimi kilometri percorsi, possiamo confermare che la situazione, anche in seguito alle decine di interventi di bonifica puntuale eseguiti, diventa sempre migliore. Durante il monitoraggio abbiamo approfondito i notevoli danni arrecati dalle fiamme alle zone agricole, alcune delle quali palesemente già in stato di abbandono prima del rogo. Non possiamo quindi non soffermarci sul fondamentale ruolo che i contadini hanno nella gestione e cura del territorio e nella prevenzione AIB. Ogni fondo abbandonato ed incolto corrisponde infatti ad un potenziale punto di innesco e/o propagazione delle fiamme e lo spopolamento delle campagne è sicuramente tra i fattori determinanti che di anno in anno favoriscono l’ aumento del numero di incendi. Proprio da un fondo agricolo o comunque limitrofamente ad esso avrebbe avuto origine la prima fiamma che si è poi diffusa per centinaia di ettari.


Discorso identico per le pinete e per il loro abbandono con assenza di cure selvicolturali e gestione in seguito alla scomparsa della florida attività di raccolta dei pinoli a causa dell’arrivo di patogeni specifici che né hanno reso non più sostenibile la produzione. Tra le varie zone visitate ci siamo imbattuti anche in alcune dove l’intensità/severità del fuoco è stata altissima, rilasciando il “deserto” dopo il proprio passaggio. Questi punti probabilmente corrispondono proprio alla testa del fronte durante la “corsa iniziale” che ha permesso all’incendio boschivo di divorare numerosi ettari in poche ore e poi, raggiunte le quote più alte, diffondersi in varie direzioni. In tutta questa distruzione però, come sempre, la Natura manifesta già tutta la sua resilienza con le prime piante che cominciano a rinascere. Il verde scintillante di un ricaccio di Robinia ci ha infatti ricordato ancora una volta quanto siano forti le piante, in particolare proprio questa specie, odiata e mal vista da molti eppure già ripartita per garantire di nuovo i servizi ecosistemici ( ossigeno, protezione del suolo ecc.) preziosi per ognuno di noi e per assolvere il prezioso ruolo che la Natura le ha dato. Come da sempre facciamo, anche questa volta gli daremo il nostro supporto volontario e gratuito, con nuove aree di riforestazione/rinaturalizzazione, che si andranno a sommare alle tante già realizzate, ovviamente previa acquisizione delle dovute autorizzazioni e Nulla Osta e con l’utilizzo di specie autoctone e resilienti.
Comunicato Stampa Associazione Primaurora



