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Food Und Drang: ROSA Rosae Rosae, tutte le declinazioni della rosa

La Rubrica di Cecilia Salerno

 

Mese di maggio, mese delle rose: se quest’associazione è così semplice e naturale, la rosa invece è uno dei più complessi elementi della simbologia dei fiori.

Ha un significato simbolico duplice e contrastante: è il fiore della perfezione celeste ma anche della passione terrena, della vita ma anche della morte, della verginità ma anche della fecondità, del tempo e dell’eternità.

Nel Medioevo si pensava fosse il fiore delle streghe (per via della presenza delle spine) e che venisse utilizzato per provocare del male; da questa credenza nasceranno poi tante leggende e favole che sono arrivate fino ai giorni nostri. Contemporaneamente si pensava fosse anche il fiore delle fate e che ne facessero dono alle persone per renderle felici.

Anche in questo caso, la rosa agisce due modalità completamente contrastanti fra loro, che nascono però dalla stessa matrice, come le due facce della medaglia: l’amore e l’odio.

La rosa, con la sua forma rotonda, ci riconduce alla figura geometrica del cerchio da sempre, in Occidente, simbolo della perfezione, della completezza, e che rappresenta la profondità del mistero della vita, la grazia, la felicità ma anche la passione e la seduzione. Il cerchio ci rimanda anche al perpetuarsi delle azioni, alla ciclicità della vita, al mistero della nascita e della morte.

Legata alle divinità femminili, la rosa rappresenta la bellezza, la creazione e, al tempo stesso, per la sua vita breve, la caducità della vita e la morte. Le sue spine evocano la sofferenza, il sangue, il martirio.

La rosa rappresenta anche la riservatezza, il silenzio: non a caso essa veniva raffigurata nelle sale d’udienza per indicare agli ospiti di rispettare il silenzio e la discrezione.

Anche i suoi colori la diversificano nel simbolismo dei fiori: la rosa d’oro rappresenta la perfezione; quella bianca la verginità, la purezza, l’innocenza, la spiritualità; quella rossa e bianca, l’unione degli opposti e quella azzurra la ricerca dell’impossibile.

La rosa a quattro petali rappresenta i quattro elementi primordiali: terra, fuoco, acqua e aria, mentre quella a cinque petali, il microcosmo.

La rosa rossa è simbolo della passione, dell’amore carnale, della seduzione in quanto associata al mito di Adone ed Afrodite: la dea innamorata del giovane, lo soccorre quando lui viene attaccato da un cinghiale e si ferisce con dei rovi. Dalle stille del suo sangue nasceranno delle bellissime rose rosse.

Nell’iconografia cristiana, la rosa bianca viene utilizzata per indicare il Paradiso, la Luce, mentre la rosa rossa, il martirio, la resurrezione del Cristo che portava sul suo capo, appunto, una corona di spine. Indica anche la coppa che raccolse il sangue di Cristo, infatti è il simbolo del Sacro Graal.

I Romani festeggiavano i Rosalia, legato al culto dei morti, in un periodo che va dall’11 maggio al 15 luglio; con il cristianesimo questa festa è stata traslata nella Pentecoste, che viene chiamata anche la Pasqua delle Rose.  La rosa è presente nelle feste dedicato a Dioniso, i Baccanali, per la credenza che impedisse agli ubriachi di raccontare i propri segreti.

Il nome rosa deriva dal greco ῥοδοv rodhon “spina, e dal latino ros “rugiada”. È un nome che, tranne per poche varianti, è uguale a tantissime lingue indoeuropee. Possiamo affermare che la rosa unisce e coinvolge tutto il nostro continente.

La rosa affascina, come il suo profumo, incanta come la sua bellezza, ispira ancora oggi opere e poesie.

Non posso lasciarvi se non con una ricetta che è un mix di bellezza, poesia, profumo ed eleganza: il rosolio.

Chi ha avuto la fortuna di assaggiarlo su divanetti eleganti nei salotti delle nonne, in piccoli bicchieri dalla bellezza fragile, ricorda ancora il momento con gioia e felicità.

Piccoli frammenti di vita al femminile, (ebbene era prediletto dalle donne perché dolce e poco alcolico) riservata e silenziosa, veniva concesso qualche volta anche alle più piccole quando si riteneva fosse il momento di poter stare tra i grandi.

ROSOLIO

Ingredienti:

24 petali di rosa

450gr di zucchero

450 ml di alcool 90°

400 ml di acqua

Consigli utili:

raccogliete le rose in luoghi incontaminati lontano da strade e altre fonti di smog; raccoglietele quando sono asciutte e dopo che la rugiada si sarà asciugata. Potete usare le foglie già preparate al miele come nella ricetta originale rinascimentale.

Preparazione:

pestate in un mortaio i petali delle rose con 100 gr di zucchero fino ad ottenere una polvere molto fine.

Trasferite questa polvere in un recipiente con chiusura ermetica e versate l’alcool; richiudete e riponete il tutto al buio e fresco per almeno due settimane.

Passato questo periodo, riaprite il contenitore, versate l’acqua e unite il restante zucchero; mescolate richiudete e fate riposare per altri dieci giorni sempre al buio e al fresco.

Dopo i dieci giorni, filtrate bene il liquido con un colino a maglie strette e travasatelo in bottiglie di vetro ben chiuse.

Fate riposare ulteriori 30 giorni e poi potrete gustare il vostro rosolio!

Alla prossima

Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, autrice del Format Campania in Fiamme: Criticità & Proposte, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Sono progettista culturale, ideatrice di Format, organizzatrice e curatrice di eventi.

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