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Un soffio contro lo stress

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I nostri ritmi di vita hanno raggiunto livelli di sollecitazione davvero incredibili rispetto anche soltanto a qualche anno addietro. Il lavoro, la famiglia, gli ‘extra’, ma anche le tantissime attività svolte in contemporanea, caricano il nostro cervello di una miriade di imput tale da mandare in tilt persino un pc.
I dispositivi tecnologici sono diventati ormai il nostro canale di comunicazione privilegiato e, malauguratamente, sono strumenti altamente impegnativi per i nostri neuroni, la nostra memoria, perché ci costringono ad una immagazzinamento di informazioni immenso.
Social network , chat, messaggi, provocano una sorta di ‘iperconnessione’, ovvero, generano un procedimento a catena che non ci lascia scampo, non ci offre la possibilità di staccare. Il nostro cervello potrebbe stressarsi. Ma cos’è lo stress?
Lo stress è una risposta reattiva dell’organismo di fronte ad una situazione di emergenza. I segnali possono essere vari e questi stravolgono in qualche modo i nostri naturali parametri fisiologici. Se la situazione si protrae si può incorrere in stati di infiammazione, problemi a carico del sistema immunitario, etc., che possono anche comportare, in seguito, gravi danni al nostro organismo. In condizioni di stress l’organismo produce cortisolo, definito, appunto, l’ormone dello stress.
Le ghiandole surrenali producono adrenalina e noradrenalina che sono altri ormoni che provocano un iperflusso di sangue al cervello e un incremento dell’attività cardiaca. Il cervello ha avvertito che è in atto una situazione di pericolo e bisogna attrezzarsi, bisogna allertarsi. Questo affinché venga potenziato per rispondere in maniera più veloce ad un possibile esigenza di fuga per attacco. Se cronico, lo stress, può generare danni all’amigdala e all’ippocampo, due importanti strutture cerebrali.
Ricerche recenti svolte dalla University of Iowa hanno evidenziato come livelli elevati di cortisolo si associno a perdita di memoria, in particolare quella a breve termine. Nel 1998 gli studi condotti da Sonia J. Lupien della Mc Gill University hanno dimostrato che in uomini in buona salute, dopo 5 anni dalle prime rilevazioni di livelli elevati di cortisolo, si osserva una riduzione dell’ippocampo di circa il 14%, oltre a danneggiamenti della memoria. Quando lo stress diventa cronico purtroppo perdiamo inesorabilmente le nostre capacità di goderci il presente.
Questo andamento può nuocere a tal punto da accrescere in noi ansia, tensioni, pensieri deprimenti. Al contrario, il piacere dovrebbe essere una costante della nostra vita, trovare spazio nella nostra esistenza e non solo nei ritagli di tempo.
Questo vale anche per le persone che frequentiamo. Sovente, per inerzia, ci ritroviamo sempre con ‘gente’ che non ci fa stare bene, che non ha nulla in comune con noi, o che magari, cosa ancor più grave, vampirizza le nostre energie, i nostri equilibri, perché lamentosa, quindi nociva, o forse egocentrata e magari più stressata di noi. Allora faremmo meglio a limitare la nostra vita sociale circondandoci esclusivamente di amici con cui stiamo veramente bene. Non sprechiamo il nostro tempo.
Capita, invece, che adoperiamo dei meccanismi abituali che ci portano a maltrattare il nostro tempo, a ‘rubarcelo’, senza riuscire a viverlo pienamente. Ma ricordiamoci che ne siamo noi e solo noi i gestori privilegiati e non possiamo aspettarci che siano gli altri, il mondo, a concedercene di più. Quindi liberiamoci di tutto ciò che ci appesantisce ci logora, ci annoia, e respiriamoci tutta la nostra totale e completa energia. Se ci sentiamo stanchi, beh, questo è un segnale che il nostro corpo ha bisogno di staccare la spina.
Ascoltiamolo, assecondiamolo.
Talvolta è il nostro modo di reagire agli eventi che può essere più o meno caricato di ansie. Anche se in realtà sono molti gli accadimenti che non siamo in grado di controllare, è altresì vero che la maggior parte delle volte siamo noi ad attribuire agli stessi una connotazione maggiormente complicata ed ansiogena.
Siamo noi a recluderci in uno stato di perenne tensione. Il giudizio altrui, per esempio, è una delle fonti primarie di stress ed ansia.
Ma questo avviene solo se ci lasciamo profondamente influenzare dalle opinioni della massa, e se ci lasciamo penetrare dal germe dell’insicurezza. Con la conseguenza di allontanarci sensibilmente da noi stessi.
Diversamente, per una vita libera da ansie, contratture e tensioni, è necessario partire proprio da noi, avvicinandoci alla nostra parte più profonda, alla nostra interiorità. Innanzitutto riprendiamo contatto con la nostra corporeità, attraverso una corretta respirazione. Niente paura, non si tratta di un controsenso.
Tra respirazione e cervello c’è un legame diretto. Infatti in condizioni di stress la respirazione diventa affannosa perché il sistema nervoso simpatico fa reagire il corpo preparandolo alla fuga proprio aumentando il ritmo respiratorio.
Un valido strumento antistress consiste proprio nell’espellere aria, l’aria dai polmoni, lentamente.
È questo un tipo di respirazione rilassante e profondo.
Riequilibriamo anche la nostra mente attraverso quelle attività che troviamo più stimolanti, consone al nostro modo di essere, come meditazione, visualizzazioni, in pratica si tratta di assecondare la nostra parte immaginativa. La prima cosa da fare però è sicuramente riorganizzare il nostro stile di vita, tamponare l’agitazione non basta, in modo che lo stress non vi trovi più spazio. Ulteriore elemento fondamentale per reagire allo stress è l’attività fisica che, se praticata senza eccessi, dona sensazioni di piacevolezza perché attiva la produzione di neurotrasmettitori del benessere, oltre a rilasciare un peptide che sollecita gli ormoni che favoriscono il rilassamento.
L’esercizio fisico, per chi non lo sapesse, induce a modificazioni neurologiche che garantiscono positività all’umore. In realtà ci sono numerose tecniche che agiscono sul corpo, ma che hanno effetti benefici anche sulla mente e viceversa e che producono effetti profondamente rilassanti. Una tra queste è la cosiddetta distensione immaginativa, visualizzazione di immagini interiori, uno strumento efficacissimo che consente in breve di raggiungere uno stato di rilassamento profondo.
Un’altra semplice modalità distensiva consiste nel concentrarsi sul ritmo dell’aria. In pratica bisogna lasciar fluire i pensieri senza dialogare con essi, ma lasciandoli cadere.
Il respiro rilassante è quello di pancia in cui l’espirazione è più lunga dell’inspirazione. Questo favorisce la quiete. Sempre sulla scia della visualizzazione possiamo immaginare tutto il nostro carico di ansia paure e tensioni come una nuvola nera da soffiare via. Si tratta di un esercizio di respirazione in cui la fase espiratoria si attiva soffiando leggermente come se si volesse raffreddare un liquido.
Ma una modalità sicuramente preliminare e che suggerisco di svolgere in precedenza rispetto alle altre, è un esercizio che infonde estrema tranquillità in chi lo esegue, ed è anche fortemente rassicurante sotto il punto di vista della sicurezza in se stessi. Si tratta dell’esercizio della calma in cui bisogna semplicemente ripetere questa sequenza: “ io sono calmo; perfettamente calmo; mi sento a mio agio”. Ripetuto 5/6 volte infonde estrema calma e ci permette di lasciarci andare. Non vi fidate? Provare per credere.
Sonia Sellitto
Pedagogista, Formatore, progettista europeo, Esperta in disagio adolescenziale
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Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, autrice del Format Campania in Fiamme: Criticità & Proposte, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Sono progettista culturale, ideatrice di Format, organizzatrice e curatrice di eventi.

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