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Emergenza incendi in Campania

Il Convegno "Campania in Fiamme: Criticità & Proposte"

Malgrado l’avvio per tempo- il 15 giugno- del piano regionale del contrasto incendi, con l’approvazione del Piano AIB per il prossimo triennio, da inizio mese sono incrementati episodi incendiari nel salernitano e nel napoletano.

Malgrado le cartografie aggiornate che tengono conto sia dei danni riportati negli anni dalle varie aree, dei dati statistici dello scorso anno, e delle valenze peculiari delle singole zone, e la convezione con i Vigili del Fuoco, si stanno registrando forti incendi, probabilmente di stampo doloso.

Costiera Amalfitana, Valle dell’Irno, Calvanico, Cilento, Vesuvio, Giugliano

Diversi i punti regionali lambiti dalle fiamme, tenuti sotto controllo dal lavoro incessante dei Canadair e degli elicotteri della Flotta aerea di Stato, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile.

I 10 Canadair e i 4 elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco hanno spento finora ben 12 incendi

Il Convegno “Campania in Fiamme: Criticità & Proposte”

Dal Convegno “Campania in Fiamme: Criticità & Proposte”, portato avanti da due anni da Maria Rosaria Voccia, direttore responsabile di www.sevensalerno.it,

l’elemento critico che emerge è sempre e comunque quello della prevenzione, malgrado i finanziamenti stanziati dalla Regione Campania, in base all’articolo 7 comma 1 del decreto dirigenziale n.74 del 30/08/2017 e il monitoraggio con il Taled.

Dalla scorsa estate, 2018, infatti, c’ è un monitoraggio del Faito e del Vesuvio grazie alla cosiddetta “stanza segreta”, che permette di spegnere più velocemente gli incendi, individuare inneschi ed arrivare anche a scoprire i piromani, grazie alla collaborazione tra alcune imprese napoletane, i Vigili del Fuoco e Sma Campania.

Il progetto Taled (TelecommunicAtion, Localization and Real Time Environment Detection), finanziato dalle Agenzie Spaziali Europea ed Italiana nell’ambito del programma europeo di ricerca applicata Artes 20, è un nuovo sistema concepito a Napoli che consiste nello sviluppo di una piattaforma innovativa integrata di telerilevamento e di telecomunicazioni a larga banda, unica nel suo genere, per il pronto intervento in caso di incendi e disastri naturali e che prevede l’invio di informazioni agli operatori addetti allo spegnimento degli incendi. L’avanzamento del fronte dell’incendio e del fumo e altri dati metereologici raccolti da Taled sono inviati in tempo reale su appositi tablet in dotazione alle squadre di soccorso. Incrociando dati satellitari e osservazione sul posto, si possono così gestire meglio le squadre di spegnimento.

Nella fase post-incendio si utillizzano sensori intelligenti e immagini da satellite e da droni.

Taled traccia l’area percorsa degli incendi e individua il punto di innesco, arrivando a scoprire in tempo breve anche la causa originaria e, con essa, il piromane. Questa fase prevede anche la partecipazione del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Parthenope di Napoli e la società Telespazio. In questo modo, dal satellite si potranno anche individuare discariche abusive su aree incendiate ed eventuali depositi di amianto e rifiuti tossici.

Bisogna fare in modo che la prevenzione, il mantenimento e la cura dei nostri territori diventino un cavallo di battaglia per tutti, portare la problematica nelle scuole, all’università, la generazione attuale e le future devono avere chiaro il concetto dell’importanza fondamentale della prevenzione degli incendi.

Anche l’intervento via terra è stato inconsistente, a detta degli Esperti intervenuti, fatta eccezione per sparuti gruppi di uomini e donne volenterosi che, dotati di solo coraggio e buona volontà, si sono frapposti tra i roghi e le case che l’incendio era arrivato a lambire. Chi vive la montagna sa che va protetta quotidianamente. Non si sarebbe arrivato a tanto se esistessero figure che si occupano della  tutela del sottobosco che, se lasciato all’incuria, diventa terreno fertile per i roghi. Il controllo delle montagne è di vitale importanza e permetterebbe non solo di individuare tempestivamente gli inneschi, ma anche di non lasciare campo libero ai piromani ed alle loro azioni criminali.

La Riforma Madia

In seguito alla Riforma Madia, che ha visto l’accorpamento dei Corpi Forestali nell’Arma dei Carabinieri, è diventata ancora più evidente l’assenza di figure preposte alla salvaguardia ed alla tutela delle montagne. Il compito oramai risiede nelle sole mani di chi quei territori li conosce perché li ama e li vive quotidianamente.

I proclami politici servono a poco. Serve che le istituzioni utilizzino le armi a loro disposizione per affrontare il problema seriamente, così come decine di uomini e donne hanno dimostrato di saper fare con il solo ausilio di pale, zappe, braccia e amore per la propria terra.

Il ruolo degli operai idraulico-forestali, che spesso in questi anni abbiamo visto protestare anche per il mancato pagamento degli stipendi, viene ancora una volta mortificato in situazioni del genere. Messi alle dipendenze del microcosmo entropico delle Comunità Montane (sempre più confusionarie, sempre più clientelari), questi lavoratori vivono di contratti precari e saltuari, privi di una logica complessiva che metta al centro la salvaguardia del territorio.

Il pagamento a privati di diverse migliaia di euro per ora per l’utilizzo di elicotteri per lo spegnimento dei roghi è un’altra inconcepibile trovata del “sistema di soccorso”. La prevenzione e il soccorso possono essere solo pubblici e dobbiamo muoverci affinché tornino ad essere tali.

Dalla FERFA (Federazione Rinascita Forestale e Ambientale): ” Da quando non c’è più la Forestale in Italia ogni piccolo incendio è diventato devastante. La riforma Madia ha spezzettato e scollegato tra loro le funzioni indispensabili ai Forestali per garantire tempestività, massima efficienza ed economicità’ al sistema antincendio boschivo, soprattutto a beneficio delle Regioni”.

Maria Rosaria Voccia

 

 

 

 

 

 

 

 

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Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Collaboro con varie testate nazionali. Sono organizzatrice e curatrice di eventi.

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