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Campania in Famme: Criticità & Proposte un anno dopo

Traballa la Riforma Madia

Anche quest’anno l’estate calda, con un Luglio che si prevede con temperature in aumento, da record, con il Maestrale in Sardegna o lo Scirocco in Sicilia, mette in allerta per un possibile aumento di rischio di roghi, proprio come in Grecia.

Partito un anno fa il Convegno itinerante “ Campania in Fiamme: Criticità & Proposte”, si registra, quest’anno, il permanere di quelle criticità che hanno messo in moto l’opinione pubblica e ci hanno fatto interpellare esperti del settore della Prevenzione e dell’Antincendio Boschivo.

Nel 2017, il 90% dei roghi ha avuto cause dolose, e quest’anno ben sei Regioni Italiane– Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia e Umbria – non hanno a disposizione neanche un elicottero e si affidano completamente allo Stato. Ricordiamo che nel 2007 l’Italia aveva una flotta di 72 unità, tra aerei ed elicotteri, nel 2012 solo 80 unità, l’anno scorso 58 unità.

Quest’anno, 60 unità, come fa sapere la Protezione Civile.  La Regione Campania, che nel 2012 ne aveva 7 unità, oggi ne ha 3.

I TAR , intanto, bocciano la Riforma Madia, vinti già 21 ricorsi e se ne profilano tanti altri. E’ nato il FERFA, Federazione Rinascita Ambientale, un organismo spontaneo alla cui guida c è Massimiliano Bernini.

Il Dirigente Forestale Alessandro Cerofolini ha affermato: “Finalmente iniziano ad emergere le tante criticità della riforma Madia che ha soppresso il Corpo Forestale dello Stato.

È aumentata in modo esponenziale la spesa pubblica per essere aumentati i centri di costo (prima c’era solo il CFS, ora i Carabinieri, i vigili del fuoco e tante ditte private) e per una gestione farraginosa legata a procedure militari vetuste.

È diminuita in modo esponenziale la presenza dei controlli nelle aree boschive e montane della nazione. In pratica, nei boschi e in montagna non si vedono quasi più le divise grigio verdi.

Stranamente, pur essendo diminuita la presenza sul territorio in modo evidente agli italiani, i dati ufficiali relativi ai controlli aumentano!

È peggiorata sensibilmente l’efficacia degli interventi statali per lo spegnimento degli incendi boschivi. Con l’ aumento del patrimonio forestale andato a fuoco.

Con il CFS ancora in servizio, per ogni incendio bruciavano mediamente 4,5 ettari di aree boschive. La scorsa estate senza il CFS si è passati mediamente a 75 – 80 ettari di bosco andati a fuoco per ciascun incendio. Con il CFS l’Italia aveva una delle flotte elicotteristiche più efficienti al mondo.

Ora sono stati smembrati tra Carabinieri e Vigili del Fuoco e volano soltanto per poche ore al mese, rimanendo a terra la maggior parte del loro tempo, con ulteriore aggravio della spesa pubblica (più il bosco brucia, più la ditta privata fa volare i suoi elicotteri e più guadagna).

Maria Rosaria Voccia

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