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La difficile ripartenza delle attività scolastiche nel Golfo di Policastro

La lettera della DS dell'Istituto Comprensivo Santa Marina, Maria de Biase

 

“La politica locale ostacola la corretta ripartenza.
Nonostante le enormi difficoltà la collaborazione tra Pubblica amministrazione e Istituzione scolastica non decolla e a rimetterci saranno le alunne e gli alunni”.
Questo il timore della dirigente Maria de Biase, che guida l’IC Santa Marina di Policastro Bussentino, in Cilento. 
La lettera della dirigente è una ferma risposta all’Amministrazione di Santa Marina di Policastro e si basa su esigenze professionali e didattiche a tutela delle bambine e bambini dei tre plessi coordinati dalla D.S., ma anche del personale docente e non docente; a favore di una corretta amministrazione a garanzia della didattica nonostante la difficile gestione anti-Covid19 che l’intera nazione sta affrontando.
 
“Non è giusto smembrare la scuola! 
Le decisioni politiche locali rischiano di peggiorare una situazione già difficile per il futuro della scuola. Serve collaborazione e non ostacoli alla ripartenza scolastica e la corretta didattica”.
 
L’obiettivo, si ribadisce nella lettera, è esclusivamente garantire la ripartenza in un corretta gestione delle attività preservando l’autonomia scolastica tanto auspicata dall’assessore all’Istruzione, Politiche sociali e Politiche giovanili della Regione Campania, Lucia Fortini e la dirigente dell’Ufficio Scolastico regionale, Luisa Franzese.
Entrambe sono state debitamente informate della diatriba scaturita dalle decisioni unilaterali che l’Amministrazione comunale di Santa Marina-Policastro ha preso nonostante i pareri contrari dell’Assessore alla Pubblica Istruzione e l’Ufficio Tecnico e che il Consiglio d’Istituto ha rigettato preservando l’integrità gestionale. 

La lettera della dirigente scolastica De Biase

“Con molto rammarico comunico alla comunità scolastica del nostro Istituto che l’Amministrazione Comunale di Santa Marina ha disposto con un atto unilaterale, senza confrontarsi con la scuola, senza accordi né condivisione e senza alcuna comunicazione preliminare, di “spostare altrove” gli uffici di segreteria e la presidenza. Per recuperare spazi per due classi. Decisione incredibile ed impraticabile, oltre che illegittima. Soprattutto in questo momento così difficile le decisioni andrebbero assunte insieme. Gli uffici di segreteria e di presidenza sono il cervello operativo di una scuola e chi conosce minimamente il mondo scolastico sa che sono indispensabili per la regolare gestione. Figuriamoci in una fase così complicata. Apprendo che il nostro archivio (oltre 30 scaffali e decine di armadi spostati da me in prima persona e da tutto il personale ATA durante le ultime festività natalizie) dovrebbe essere spostato presso il cine-teatro! Avrebbe così, il cine-teatro, finalmente,  una sua utilità. Gli uffici di segreteria (ATA e DSGA) presso la casa comunale. L’ufficio di presidenza presso altro piano del comune. Delocalizzati, decentrati, soli ed isolati.  Sinceramente mi vergogno io per chi ha partorito questo capolavoro. E’ stato convocato un Consiglio d’Istituto straordinario che ha, giustamente, rigettato con forza e determinazione la proposta. Non voglio nemmeno pensare a come dovremmo organizzare il lavoro. La mattina mando un collaboratore scolastico al cinema a recuperare i faldoni necessari? E intanto, a scuola, chi ci starebbe a garantire sorveglianza e vigilanza? E poi, a fine giornata riportiamo i documenti al teatro? Senza considerare tutto il severissimo regolamento sulla privacy.  E io cosa dovrei fare nella nuova sede che mi è stata imposta? 
A settembre, con l’inizio della scuola, con tutte le problematiche relative alla sicurezza e al rigidissimo protocollo Covid-19, me ne dovrei stare presso la casa comunale o a scuola a Policastro (è di gran lunga il plesso più numeroso) ma senza ufficio? Bisognerebbe almeno leggere le linee guida e conoscere la complessità che ci aspetta. Ora, più che mai, c’è bisogno di uffici attrezzati e funzionali, di personale attento, formato e responsabile. Bisognerebbe sapere quali sono i compiti del Dirigente Scolastico per capire che è una via impraticabile e che paralizzerebbe la scuola. 
Eppure, c’era una soluzione che rispondeva ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità che tutte le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero rispettare. 
La soluzione, ragionevole e di facile realizzazione fu individuata qualche settimana fa in sinergia tra me, la DSGA, il personale ATA, i docenti referenti, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e l’Ufficio Tecnico del Comune.
Si tratta di una soluzione che prevede piccoli interventi edilizi (abbattimento di tramezzi, apertura di porte…) e che permetterebbe di non spostare né gli alunni né gli uffici altrove. Si rimarrebbe tutti insieme nello stesso Plesso ottenendo le 18 aule di cui abbiamo bisogno per ricominciare in sicurezza. Gli uffici di segreteria e di presidenza sono da sempre in quella sede, non abbiamo scelto noi i locali. Con i fondi della scuola sono stati resi puliti, arredati, accoglienti, dotati di tutte le tecnologie necessarie e resi efficienti.
In vista di un nuovo Anno Scolastico, che si prospetta difficile e complicato, più che mai ci sarà bisogno di unione, responsabilità, attenzione, presenza. 
Una scuola è un’Istituzione dello Stato, vi lavorano dipendenti del Ministero ed ogni decisione va assunta di comune accordo con le altre Istituzioni del territorio. Lo stabile è del Comune, la Dirigente, in qualità di funzionario dello Stato, gestisce la scuola ed indica all’amministrazione esigenze e bisogni per fronteggiare l’emergenza. Le due istituzioni si confrontano, parlano, ed INSIEME scelgono le soluzioni. Tra l’altro, dovremmo ricordare tutti che il DLg 16 aprile 1994 n. 297, impone che “la direzione (delle scuole) ha sede in una delle scuole”.
Non siamo una bancarella del torrone che può essere spostata arbitrariamente, a proprio piacimento. Siamo seri o, almeno, proviamoci. Bisogna trovare altre soluzioni e ce ne sono. Se la proposta iniziale, quella condivisa da tutti, dovesse essere scartata si potrebbero, per esempio, spostare nei locali comunali (sempre che rispondano a tutti i canoni di sicurezza) tre classi della scuola secondaria. E’ chiaro a tutti che è molto più facile e meno dispendioso attrezzare delle aule e non degli uffici. Ma è solo un esempio. 
Ho comunque avvisato tutti gli organi competenti (Ministero, USR,  Regione Campania, Assessore Regionale, Prefettura, ecc…ecc…)  e spero davvero che intervengano per bloccare i lavori di smantellamento degli uffici previsti per lunedì 10 agosto. Si tratterebbe di interruzione di pubblico servizio in un momento delicato nel quale non possiamo permetterci di perdere nemmeno un minuto di lavoro.
In questa fase avrei voluto con tutto il cuore tranquillizzare le famiglie, gli alunni, i docenti, la comunità tutta. Avevamo tutti bisogno di positività, collaborazione e ottimismo per ricominciare dopo uno dei periodi più bui della nostra storia.
Per quanto mi riguarda, dal punto di vista puramente personale, ho pur sempre un altrove che mi aspetta e ho ancora le facoltà per decidere quale debba essere.”
 
Redazione
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Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, autrice del Format Campania in Fiamme: Criticità & Proposte, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Sono progettista culturale, ideatrice di Format, organizzatrice e curatrice di eventi.

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