L'Università di Salerno critica la presenza dell'Università Israeliana ai Giochi Europei

24 Luglio 2026
Salerno- La presenza di un’università israeliana storicamente impegnata nella collaborazione con le politiche militari del suo Paese agli European University Games ospitati dall’Università di Salerno è in
contraddizione con lo spirito di pace e amicizia a cui il nostro ateneo si ispira con convinzione.
Israele è rappresentato dall’Istituto Technion di tecnologia che partecipa alla macchina bellica di quel
Paese come attestato da diverse fonti, sebbene lo scorso anno il suo Presidente abbia aderito a un
appello in favore delle vittime civili di Gaza. Questa presenza ai Giochi è dovuta al fatto che Israele
fa parte dell’EUSA, l’organizzazione nel cui ambito le gare sportive si svolgono.
Nell’ambito dell’EUSA è presente anche la Federazione Russa ma la sua adesione è sospesa. Ci chiediamo perché questo non avvenga anche con Israele, considerata la quantità di prove a sostegno delle accuse di
genocidio e pulizia etnica a carico del suo governo e del suo esercito. Ci sembra, come hanno
denunciato anche alcune mobilitazioni di studenti UNISA in questi giorni, che le responsabilità di
organizzazioni internazionali come l’EUSA, soprattutto alla luce del diritto internazionale e della
Convenzione internazionale per la prevenzione del genocidio, siano in questo caso gravi ed evidenti.
Questa inazione costituisce essa stessa un problema politico e giuridico che investe l’intero sistema
sportivo internazionale, fino al Comitato Olimpico Internazionale, il quale non ha mai assunto
posizioni coerenti con gli obblighi derivanti dal diritto internazionale nei confronti di uno Stato
accusato di gravissime violazioni dello stesso diritto internazionale.
Consapevoli del fatto che il nostro ateneo non ha una responsabilità diretta nella composizione
dell’EUSA e dispiaciuti nel pensare che giovani atleti che potrebbero essere lontani dalle posizioni
dei loro governi siano adesso o possano essere in futuro esclusi dalle competizioni, riteniamo che i
criteri debbano essere gli stessi per tutti gli Stati che commettono gravi violazioni dei diritti umani.
Il nostro Ateneo ha il dovere, in prospettiva futura, di intervenire anche alla luce dell’esperienza
attuale: non ha fatto bene vedere accostata la bandiera di Israele a una manifestazione di pace e
amicizia. Le azioni del governo israeliano e delle sue forze armate nei confronti della popolazione
palestinese appaiono in palese contrasto con tali principi.
In qualità di docenti, ricercatrici e ricercatori dell’Università degli Studi di Salerno sentiamo il bisogno di ribadire il nostro impegno per la pace e la solidarietà tra i popoli, sostenendo la necessità di non
attivare rapporti accademici con le università coinvolte nella politica militare israeliana. Siamo
impegnati a sostenere anche l’arrivo in Italia degli studenti ancora bloccati a Gaza dai vincoli posti
dalle autorità italiane e chiediamo alle istituzioni pubbliche di sostenere le giuste richieste di
sospensione dello Stato di Israele dalle manifestazioni sportive nell’ambito della più generale
campagna volta a non fare calare il silenzio sui crimini internazionali in corso contro la popolazione
palestinese.
Comunicato Stampa Coordinamento di ateneo Unisa



