
19 giugno 2026
Cetara, Salerno- Lo scorso 10 giugno 2026 questo ufficio ha emesso un decreto di sequestro preventivo di urgenza avente ad oggetto il materiale di apporto, proveniente da cava terrestre, già stoccato presso l’arenile Il di Largo provvedimento Marina nel si inseriva Comune di in Cetara un’articolata e pronto per attività essere investigativa, utilizzato per il avviata cd. a ripascimento a seguito di
accertamenti svolti dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Salerno, in relazione ai lavori di riqualificazione dell’area portuale e, in particolare, agli interventi di ampliamento della spiaggia mediante l’apporto di materiali di origine esterna, derivanti dalla frammentazione di rocce da cave terrestri.
In tale contesto, gli accertamenti si sono concentrati sulla verifica della conformità dei materiali utilizzati rispetto alle prescrizioni tecniche poste a fondamento dei titoli autorizzativi, che imponevano la piena compatibilità dei sedimenti di apporto con quelli naturali dell’arenile sotto il profilo Le cromoverifiche eseguite, granulometrico anche e attraverso sedimentologico ed analisi tecniche svolte da ARPAC e mediante consulenza specialistica disposta da questo Ufficio, hanno evidenziato, allo stato delle indagini, una significativa difformità tra il materiale di apporto rispetto a quello nativo, ovvero già presente in situ.
In particolare, è emersa una marcata differenza cromatica tra i materiali, risultando quello di cava caratterizzato da tonalità nettamente più chiare rispetto ai sedimenti naturali; è stata altresì accertata la non sovrapponibilità delle classi granulometriche, con conseguente incompatibilità sotto il profilo geomorfologico.
Sotto aiono il idonee profilo a incidere tecnico, tali sull’equilibrio difformità non dell’ecosistema risultano limitate ad marino-costiero un piano e sulla meramente struttura estetico,fisica ma app dell’arenile, anche in ragione della presenza di frammenti litici cd subangolosi e di materiale fine suscettibile di dispersione. Gli accertamenti svolti, infatti, hanno attestato l’esistenza fenomeni di compattazione e cementificazione del materiale versato, oltre che di alterazione delle caratteristiche tipiche della sabbia naturale, con possibili effetti evolutivi verso forme di consolidamento innaturale dell’arenile.
L’attività di ripascimento intrapresa, qualora portata a termine secondo le modalità ipotizzate dall’Amministrazione comunale di Cetara, secondo gli accertamenti finora svolti, avrebbe potuto incidere in modo irreversibile sulla spiaggia, al punto da rendere persino difficile la sua fruizione da parte della collettività, senza contare i possibili effetti dannosi che un intervento del genere avrebbe potuto determinare sul già delicato eco sistema marino e costiero di tutta la costiera amalfitana, area – come noto – dall’altissimo valore naturalistico e paesaggistico.
Alla luce degli elementi raccolti, sono state allo stato ipotizzate dall’ufficio fattispecie di reato in materia di tutela paesaggistico-ambientale e, in particolare, il delitto di danneggiamento del patrimonio culturale e paesaggistico, la contravvenzione di distruzione o deturpamento di bellezze naturali e le violazioni della normativa paesaggistica.
Il decreto di sequestro è stato convalidato dal GIP, che ha ritenuto, allo stato, sussistenti il fumus boni iuris e il periculum in mora per le ipotesi di reato di distruzione e deturpamento di bellezze naturali e opere eseguite senza l’autorizzazione paesaggistica o in difformità di essa, non ritendo, quindi, allo stato configurabile il danneggiamento del patrimonio culturale,
Si precisa, infine, che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che il provvedimento cautelare può essere oggetto di impugnazione e che le accuse, così come formulate, non implicano alcun giudizio definitivo di responsabilità e saranno sottoposte al vaglio dei competenti giudici nelle fasi ulteriori del procedimento.
Comunicato Stampa Procura della Repubblica di Salerno


