Salerno: in Prefettura la relazione sui traffici illegali di rifiuti

8 Aprile 2026
Salerno- Presentata questa mattina nella Prefettura di Salerno la relazione finale sul filone d’inchiesta “Traffici transnazionali di rifiuti: analisi e proposte di intervento nel contesto della normativa europea” fatta dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
“L’inchiesta affronta un fenomeno criminale particolarmente difficile da indagare per i tanti aspetti critici determinati dalla complessità dei temi connessi alla gestione e alla tracciabilità dei rifiuti. I movimenti intermodali delle partite di rifiuti, sia via terra che via mare, attraversando uno o più confini di diversi Stati membri e spesso anche della stessa Unione Europea, costituiscono infatti il presupposto su cui agiscono le consorterie eco-criminali. L’approccio analitico e rigoroso adottato dai senatori Pietro Lorefice e Simona Petrucci e dal gruppo di lavoro nei confronti di una tematica così delicata non poteva prescindere dalla disamina dell’evoluzione normativa sia a livello nazionale che sovranazionale, dall’analisi di casistica investigativa rilevante, dalla consultazione dei principali organi istituzionali coinvolti, anche mediante lo svolgimento di missioni conoscitive, l’analisi delle prospettive future sotto il profilo dell’evoluzione criminologica e delle relative attività di contrasto” scrive il presidente della Commissione Jacopo Morrone.
Presenti il Prefetto di Salerno Francesco Esposito, il Sottosegretario Antonio Iannone e l’assessore regionale Claudia Pecoraro.
“Questa inchiesta non a caso è stata presentata in questa Prefettura perché – ha dichiararto Morrone – a Salerno avete il caso pragmatico di Persano, dove rifiuti che sono stati portati all’estero, in Tunisia nello specifico, sono stati poi rimpatriati in Italia con una beffa, il danno alla salute, un danno economico“. Sui controlli al Porto di Salerno, Morrone ha dichiarato: “Ora a Salerno ci sono sicuramente maggiori controlli. La Commissione ha svolto diversi sopralluoghi anche all’estero, ad esempio il porto di Rotterdam è sicuramente un porto dove i controlli sono molto più blandi. Serve una normativa omogenea, maggiore tracciabilità dei rifiuti da parte delle aziende e bisogna ragionare anche a una modifica della 231/2001 dove ci sia più responsabilità di chi produce rifiuti”.
Maria Rosaria Voccia



