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(H)EARTH: il progetto di rigenerazione delle Arti per un’ecologia di sistema

Dal 4 giugno all'11 settembre cinema, teatro, musica e danza con ARENATAN

(H)EARTH, nella suggestiva location di Castel dell’Ovo a Napoli, è un progetto partito a gennaio di quest’anno, nato dalla necessità di considerare l’arte e la cultura in generale come il cuore pulsante del nostro universo e dunque servizio essenziale per il benessere del nostro Paese; riconoscendo loro, dunque, un valore etico, morale ed economico.

Come prima azione di sistema sono stati invitati partner pubblici istituzionali ad investire risorse su dieci piccoli spazi, tra cui il San Carluccio, che a loro volta mettano a disposizione di 12 compagnie i loro luoghi per allestire 12 lavori di danza, teatro e teatro ragazzi che hanno debuttato dal vivo in quegli stessi spazi : un sostegno rapido ed immediato ad un segmento tutt’altro che residuale del tessuto culturale e sociale del nostro territorio, che si trova in questo momento in condizione di maggiore fragilità rispetto ad altri comparti. È infatti rivolto a quelle realtà che rappresentano, sul piano culturale e civico, dei presidi territoriali fondamentali, centri culturali e civici che saranno una risorsa fondamentale per la ricostruzione di relazioni fra i cittadini a emergenza, se non superata, quanto meno attenuata o gestita.
L’impegno richiesto a fronte del ristoro economico, è che ogni produzione sia composta da almeno 4 elementi tra tecnici e artisti che dovranno essere inquadrati per 20 giornate di prova alla paga minima sindacale, in questo modo almeno 80 persone potranno svolgere la loro attività. Accanto a ciò, un minimo di due persone che i teatri dovranno mettere a disposizione per il periodo di prova con analogo inquadramento. Ciò permetterà di avviare complessivamente 100 persone al lavoro nell’arco di un mese.
Lo scopo è quello di immaginare il futuro e di tenere in piedi un sistema che altrimenti rischia di perdere frammenti indispensabili. E l’obiettivo è mettere in circolo nuove energie produttive per rinnovare e rigenerare un sistema teatrale spesso immobile e impermeabile alle innovazioni.

Ne abbiamo parlato con Lello Serao, attore e Direttore Artistico di Teatri Associati di Napoli.

” Compito della cultura, in una fase storica come quella che stiamo attraversando, non può che essere immaginare, articolare e costruire l’epoca nuova. La cultura è il telaio, la struttura fondamentale di progettazione del presente e del futuro.
Il punto chiave è evidentemente la tematizzazione di un disagio collettivo: la trasformazione di un malessere, di una condizione potenzialmente ed effettivamente paralizzante, in un punto di vista interessante sulle cose, consente di liberare le energie più creative di un territorio, di un’epoca.
Ed è esattamente ciò che è accaduto in questo periodo: sono nati tantissimi focolai di pensiero e di condivisione, abbracci virtuali e tavoli politici dove è emersa forte l’esigenza di non lasciare nessuno per strada. Il grido che si leva poderoso non è tanto ce la faremo, ma speriamo di essere tutti.
Uno dei paradigmi emersi dall’emergenza in corso – in uno scenario dai confini ancora incerti e nebulosi – è che non si può affrontare la società del rischio senza una società civile forte e organizzata. Per rispondere ai rischi sistemici che la sfida della contemporaneità impone, abbiamo bisogno di immaginare un nuovo patto di cura delle città e dei territori, fondato sulla collaborazione tra i vari attori delle comunità”.

Si tratta di riflessioni quanto mai urgenti, in un momento storico in cui le basi costitutive della fiducia primaria – la cosiddetta “alleanza tra corpi” – si trovano messe in discussione. Perché se è vero che dobbiamo continuare a mantenere le distanze gli uni dagli altri, dobbiamo impegnarci a ricucire le relazioni, ridurre le diseguaglianze, rifondare un nuovo modo di fare cultura e società nei tessuti sociali e urbani dei nostri paesi, delle nostre città.

“E’ importante in questo momento porsi il problema di come ricostruire una collettività.
Siamo in un momento straordinario, un momento di grande difficoltà in cui questo tornado si è abbattuto in maniera omogenea su tutti noi, ma purtroppo, come avviene in tutte le catastrofi, si sono moltiplicate le diseguaglianze e mentre i “grossi” hanno traballato, i più fragili sono morti o rischiano di cadere.
(H)EARTH nasce proprio da questa ferita, questo blocco, questa sofferenza, questa consapevolezza di dover trovare un modo per ripartire con una rigenerazione necessaria dopo la “riabilitazione” forzata e con l’obiettivo di cercare di immaginare un cambiamento sostanziale di sistema grazie ad una progettazione congiunta che parta dal basso, dunque, dalle esigenze dei lavoratori dello spettacolo con le piccole imprese.
Immaginare un modello virtuoso capace di far emergere le buone pratiche e renderle sistema ed una maniera per tenere in vita luoghi e persone.
Mai come in questo momento è fondamentale prendersi cura dei più fragili a costo di dover rinunciare a qualche fetta della propria torta. Per poter restare tutti in equilibrio è necessario ragionare sulla ripartenza nella consapevolezza che non siamo tutti uguali”.

Programmi futuri?

” E’ ripartito il Teatro Area Nord con la seconda edizione della Rassegna ARENATAN , a cura di Teatri Associati Napoli.

Dal 4 giugno all’11 settembre cinema, teatro, musica e danza animeranno gli spazi esterni del TAN. Per questa edizione la collaborazione si estende anche ad altre realtà virtuose e combattive del territorio: Parco Corto Maltese, CHIKÙ gastronomia cultura tempo libero e #ArciScampia ospiteranno alcuni degli eventi in programma. La rassegna si inserisce quest’anno nella programmazione de ” La Campania è Teatro, Danza e Musica”, progetto promosso da ARTEC / Sistema MED in collaborazione con SCABEC – Società Campana Beni Culturali e Fondazione Campania dei Festival.
#ARENATAN ospiterà tra gli altri IsaDanieli, PeppeServillo, AscanioCelestini, con il sostegno del Teatro Pubblico Campano e MassimilianoCivica, gli A67, Raiz&Radicanto, gli Osanna. E ancora, gli spettacoli teatrali Dai cortili alle corti di Niko Mucci, Virivì – La donna Albero di Rosario Sparno, Pochos di Benedetto Sicca, Cannarita e Biluccio, reading in musica prodotto da Radio Shamal & Vrasiero.
In programma due interessanti progetti speciali, il NaNo Film Festival, festival di corti alla sua seconda edizione, che apre la rassegna, e il Festival MoviMentale di danza e videoarte a cura di Interno 5 in collaborazione con Cornelia con performance di danza itineranti nei giardini del TAN. Un’entusiasmante ripartenza con un programma ricco e multidisciplinare che comprende anche il circo e tanto teatro per ragazzi con le compagnie Circo Corsaro, Piccola Città Teatro, La Mansarda Teatro dell’Orco, Teatro Bertolt Brecht, Mutamenti/ Teatro Civico 14.
Programma e  biglietti su
➡️ https://bit.ly/3uNfvxM 

Maria Rosaria Voccia

Videoriprese Raffaele Evangelista

Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, autrice del Format Campania in Fiamme: Criticità & Proposte, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Sono progettista culturale, ideatrice di Format, organizzatrice e curatrice di eventi.

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