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La Vampa di Sant’Antonio a Salerno, Porticciolo di Pastena

Come ogni anno, il 17 gennaio, si festeggia Sant’Antonio, protettore degli animali, con la cosiddetta Vampa, una pira di legno a cui si da fuoco sulla spiaggia.

Nel popoloso quartiere di Pastena, a Salerno, l’appuntamento, da tradizione, è sulla spiaggia del Porticciolo. Circondata da palazzine, dai cui balconi si affacciano i curiuosi, è molto suggestivo.

La Vampa di Sant'Antonio a Salerno
Fotoreporter Guglielmo Gambardella per Sevensalerno Copyright2019.Sevensalerno
Copyright2019.Sevensalerno/L'OcchioneiQuartieri
La Vampa di Sant’Antonio a Salerno
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Copyright2019.Sevensalerno/L’OcchioneiQuartieri

L’accensione è stata accompagnata da tammorre e pizziche della musica popolare.

Gli organizzatori hanno anche lanciato una campagna di cooperazione per la buona riuscita dell’evento.

La Vampa di Sant'Antonio a Salerno
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La Vampa di Sant’Antonio a Salerno
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La Storia della Tradizione

I Fucanoli di Sant’Antonio Abate

Come in molte altre località italiane, anche a Salerno vi è la tradizione di incendiare grandi cataste di legno la sera del 17 Gennaio, giorno che nel calendario cristiano è dedicato a Sant’Antonio Abate.

In realtà la tradizione dei fucanoli (o delle vampe) è ben più antica, affondando le radici nei culti pagani indoeuropei che basavano le loro tradizioni sul ciclo della natura.

Una delle tracce più chiare della tradizione dei fucanoli ci viene dal periodo imperiale romano. Secondo quanto ci dice Ovidio, le ultime due settimane di Gennaio erano dedicate alle Ferie Sementine, periodo durante il quale le attività agricole si interrompevano poiché il freddo non consentiva di arare in modo corretto i terreni.

Durante le Ferie gli agricoltori omaggiavano le dee Tellus (Terra Madre) e Cerere con sacrifici animali e doni. Vi era inoltre l’usanza beneaugurante di accendere grandi pire: si riteneva infatti che il fuoco, elemento naturale allo stesso tempo distruttore e purificatore, propiziasse l’arrivo della Primavera.

Con l’espansione del cristianesimo le proprietà un tempo assegnate alle divinità pagane vennero trasferite alla figura di Sant’Antonio, un eremita egiziano vissuto nel III sec. d.C. il quale morì il 17 gennaio. Sant’Antonio, oltre ad essere considerato protettore degli animali, ebbe fama di guaritore dell’Herpes Zoster, una malattia virale popolarmente chiamata Fuoco di Sant’Antonio. Il trasferimento della tradizione delle Ferie Seminarie e delle divinità ad esse collegate alla nuova figura di Sant’Antonio fu una conseguenza di questo particolare aspetto del Santo.

Le celebrazioni

Fino ad alcuni anni fa la tradizione della Vampa era largamente diffusa sul territorio, soprattutto nelle periferie orientali che fino al secondo dopoguerra erano essenzialmente occupate da grandi distese agricole. Piccoli e grandi falò venivano accesi al suono di frasi propiziatorie come “Sant’Antuono Sant’Antuono, pigliate ‘o viecchio e ddance ‘o nnuovo!”. Negli ultimi anni si è invece diffusa la pratica di concentrare i fuochi in determinate aree dei quartieri, accompagnandoli con vere e proprie feste.

Particolarmente caratteristica è la Vampa che da alcuni anni si tiene nel Porticciolo di Pastena, organizzata interamente dalla comunità locale con il supporto di giovani artisti salernitani. Canti, balli, esposizioni artistiche fanno da cornice al grande falò che riconcilia la comunità con le sue antiche tradizioni.

In Campania è uso chiamare Sant’Antonio Abate “Sant’Antuono” per distinguere il santo egiziano dal portoghese, oltre che succssivo di circa mille anni, Sant’Antonio da Padova.

Maria Rosaria Voccia

Fotoreporter Guglielmo Gambardella per Sevensalerno

Il testo della Storia della Tradizione è liberamente tratto dal sito arcansalerno

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Maria Rosaria Voccia

Giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell'Arte, sono cittadina del mondo, amo la vita, l'arte, il mare, i gatti... Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, mi impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidero un mondo migliore, per noi e per i nostri figli. Collaboro con varie testate nazionali. Sono organizzatrice e curatrice di eventi.

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