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Napoli: Roghi Vesuvio 2017, indagati due dirigenti della Regione Campania

Da questa estate si monitora con il sistema Taled, napoletano

Come riporta l’Agenzia ANSA “Due dirigenti della Regione Campania sono indagati dalla Procura di Napoli in relazione ai roghi che nell’estate del 2017 devastarono le pendici del Vesuvio.
Si tratta del dirigente del Servizio Generale per la Protezione Civile Massimo Pinto e il suo predecessore nello stesso incarico, Italo Giulivo. Gli inquirenti contestano ad entrambi l’abuso di ufficio, il concorso in incendio colposo e la devastazione colposa.
L’obiettivo dei magistrati è accertare se i due dirigenti abbiano fatto tutto il possibile per evitare il disastro ambientale, soprattutto prima dell’emergenza, in riferimento, in particolare, a un piano di tutela e a una convezione con i Vigili del Fuoco rimasti, secondo i PM, solo sulla carta. I due dirigenti verranno ascoltati dai magistrati nei prossimi giorni.
L’incendio sulle pendici del Vesuvio del 2017 fu devastante: ridusse in cenere ben 8,7 chilometri quadrati delle sue pendici”.

Da quest’estate 2018, c’ è un monitoraggio del Faito e del Vesuvio grazie alla cosiddetta “stanza segreta”, che permette di spegnere più velocemente gli incendi, individuare inneschi ed arrivare anche a scoprire i piromani, grazie alla collaborazione tra alcune imprese napoletane, i Vigili del Fuoco e Sma Campania. Il progetto Taled (TelecommunicAtion, Localization and Real Time Environment Detection) finanziato dalle Agenzie Spaziali Europea ed Italiana nell’ambito del programma europeo di ricerca applicata Artes 20 è un nuovo sistema concepito a Napoli che consiste nello sviluppo di una piattaforma innovativa integrata di telerilevamento e di telecomunicazioni a larga banda, unica nel suo genere, per il pronto intervento in caso di incendi e disastri naturali e che prevede l’invio di informazioni agli operatori addetti allo spegnimento degli incendi. L’avanzamento del fronte dell’incendio e del fumo e altri dati metereologici raccolti da Taled sono inviati in tempo reale su appositi tablet in dotazione alle squadre di soccorso. Incrociando dati satellitari e osservazione sul posto, si possono così gestire meglio le squadre di spegnimento.

Nella fase post-incendio si utillizzano sensori intelligenti e immagini da satellite e da droni. Taled traccia l’area percorsa degli incendi e individua il punto di innesco, arrivando a scoprire in tempo breve anche la causa originaria e, con essa, il piromane. Questa fase, denominata AB.COM (Antincendio Boschivi) è sviluppata dalla startup Space Factory e prevede anche la partecipazione del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Parthenope di Napoli e la società Telespazio. Un’innovazione tutta napoletana che fornirà anche un supporto all’individuazione di discariche abusive su aree incendiate e di eventuali depositi di amianto e rifiuti tossici nascosti nella zona bruciata.

Incendi sulVesuvio dal satellite Copyright Autore Notari Sergio

Redazione Sevensalerno

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