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Salerno: Meetup Amici Beppe Grillo Salerno e la questione del Teatro Verdi

"Rimostranze sulla gestione". La risposta dell'amministrazione comunale

Prendiamo atto della nota trasmessa ieri dall’ufficio stampa del Comune di Salerno in risposta alle nostre rimostranze sulla gestione del Teatro Verdi. L’amministrazione decide così di risvegliarsi da un sonno lungo e profondo che l’ha resa indifferente verso le innumerevoli sollecitazioni dei cittadini salernitani attenti alle problematiche che affliggono la città.

Purtroppo, nonostante l’occasione potesse rappresentare un buon motivo di apertura a un doveroso e democratico dialogo, l’amministrazione preferisce buttare il can per l’aia e limitarsi a rispondere definendo questo gruppo, in maniera estremamente superficiale, “nemico della cultura”.

È ovvio che la replica, oltre a non rendere onore al ruolo istituzionale che imporrebbe l’ascolto dei cittadini, dimostra soprattutto una scarsissima attitudine a controbattere nel merito delle questioni sollevate e ad una palpabile, quanto incomprensibile, irriverenza nei confronti dello Statuto comunale che, all’articolo 34, recita: “Il Comune favorisce e garantisce la partecipazione del cittadino alla amministrazione della Comunità locale. Valorizza le libere forme associative e promuove gli organismi di partecipazione del cittadino”.

Sorvolando sul pessimo giudizio verso chi non intende mettere assolutamente in discussione l’importanza di una programmazione culturale nella città di Salerno, questo gruppo ribadisce il proprio intento di voler porre l’attenzione sulla gestione assolutamente poco trasparente di una notevole quantità di soldi pubblici destinati alla stagione lirica del teatro Verdi.

Gli esempi virtuosi di gestione di un teatro comunale possono essere ricercati sicuramente in altre città italiane, ma non certo in questa. A Bologna, ad esempio, i dati del bilancio consuntivo 2016 della Fondazione che gestisce l’omonimo teatro evidenziano, a fronte di un contributo comunale di duemilioni e mezzo di euro, un valore di produzione di oltre ventunomilioni di euro ed un utile d’esercizio di trecentododicimila euro. In quel teatro si sono realizzate, nello stesso anno, ben centotrentasei aperture di sipario con una presenza di oltre ottantatremila spettatori. In quella fondazione lavorano professori d’orchestra, maestri del coro, impiegati amministrativi, dirigenti e personale tecnico.

Il Comune vorrebbe far credere che le quindici aperture di sipario del Teatro Verdi, costate tre milioni e mezzo di euro, siano in grado di realizzare un valore di produzione per l’Ente, quello comunale, che non ha nessuna professionalità interna in grado di gestire un’impresa così importante?

Questo sarebbe “il rarissimo esempio virtuoso di gestione oculata delle risorse e del personale di alta qualità”? A quale personale si riferisce la nota? Quali sono le opportunità di lavoro a centinaia di musicisti, coristi, ballerini, addetti alle scene ed ai costumi? A noi risulta che tutto ciò viene noleggiato e pagato dal Comune su ordinazione del direttore artistico.

In conclusione poniamo l’attenzione sulla definizione di “Teatro di Tradizione” che, nella nota, il Sindaco ha voluto evidenziare. Ebbene ci auguriamo che il primo cittadino abbia contezza del significato di questa attribuzione e, qualora, l’avesse dimenticato vorremmo rinfrescargli la memoria con le parole di Umberto Angelini pubblicate il 13/06/2016 su ateatro.it: “mi piace pensare al tessuto dei teatri di Tradizione come al tessuto delle piccole e medie imprese italiane rispetto a quello delle grandi imprese, cioè a quella trama fitta di storie individuali, poco conosciute, d’innovazione e sostenibilità che rappresentano la migliore espressione del territorio e la vera architrave del sistema. Nel campo operistico i migliori Teatri di Tradizione svolgono un ruolo preziosissimo di scouting e promozione di giovani talenti artistici”.

Quindi, gentile Sindaco, il Meetup Amici di Beppe Grillo dice SI alla cultura, SI al Teatro Verdi, ma dice anche SI al coinvolgimento delle scuole, delle maestranze e soprattutto dei tantissimi artisti salernitani tenuti ai margini del panorama culturale voluto dalla sua amministrazione.

Comunicato Stampa MeetUp Amici di Beppe Grillo Salerno

Redazione

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