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Salerno: Fonderie Pisano, l’urlo dei residenti anche durante la tappa del Giro d’Italia

Esasperati, chiedono giustizia

Dallo scorso 9 maggio le Fonderie Pisano, ubicate nel quartiere Fratte di Salerno, hanno ripreso a lavorare a ritmi serrati. Dopo tre settimane di chiusura, probabilmente dovuta a motivazioni interne alla Proprietà Pisano, e comunque non comunicate alla Stampa, le emissioni dalle finestre e non dai camini-come ci hanno detto i residenti-hanno ripreso ad inondare l’aria e ad inquinarla. Non sarebbero solo però nell’aria le emissioni ma anche nel terreno e l’odore acre arriva fino a Salerno orientale (quartieri di Mercatello, Torrione e Pastena) e si estende nei limitrofi Comuni di Pellezzano e di Baronissi.

Ieri, 12 maggio 2018, in occasione del passaggio dei Ciclisti del Giro d’Italia a Salerno, il Comitato Salute e Vita, di cui è presidente Lorenzo Forte, ha aspettato gli Atleti vicino alle Fonderie Pisano, dove sono passati, per portare l’attenzione ancora una volta sull’annoso problema: le Fonderie Pisano che inquinano.

In tuta bianca e con le mascherine i cartelloni e lo striscione MAI PIU’ FONDERIE, il Comitato Cittadino si è espresso  duramente anche nei confronti dei rappresentanti sindacali.

“ Ancora una volta i rappresentanti sindacali della CGIL hanno fatto cortei violando la legge senza autorizzazioni, fregandosene della legalità, del resto con il loro silenzio di fatto avallano l’avvelenamento quotidiano effettuato dalle Fonderie, ed infatti non hanno mai condannato tale illecito e devastante comportamento, anzi con la loro complicità permettono di effettuare tutto ciò contro la popolazione. Anche OGGI hanno messo gli striscioni sui muri delle Fonderie Oisano senza chiedere alcuna autorizzazione. Noi invece rispettando la legge e da tre giorni, come previsto dalla Costituzion,  abbiamo comunicato che saremmo stati qui a protestare per la VITA per l’AMBIENTE e per la SALUTE contro il Mostro di Fratte e contro il la famiglia Pisano, imprenditore disonesto che avvelena la popolazione, e  che per tutto il 2017 ancora una volta come accertato dall’ARPAC ha violato la legge, immettendo nell’aria,  nel terreno e nell’acqua del fiume Irno DIOSSINA, non rispettando il valore massimo di 10 Bat e quindi, continua a lavorare e a far lavorare gli operai senza rispettare l’AMBIENTE , la SALUTE E LA VITA DELLE PERSONE”.

Maria Rosaria Voccia

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