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Salerno: l’Archivio di Stato messo in vendita dalla Provincia

Canfora ignora la raccolta di oltre mille firme per scongiurare il progetto

La vendita dell’Archivio di Stato da parte della Provincia ha destato un polverone di contrarietà in città, tant è che il Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo ha indetto una raccolta firme per scongiurarla. Con la raccolta di oltre mille firme si è arrivati a formulare una petizione popolare consegnata agli organi preposti lo scorso 26 giugno, per fare annullare, di fatto, la decisione della Provincia che ha messo in vendita per 16milioni di euro l’Archivio con due delibere (n. 233/2015 e n. 155/2016).

“Si tratta di un importante sito per la nostra città-hanno dichiarato gli Attivisti- ricco di storia locale, tra cui un affresco medioevale di pregevole fattura, sede della Regia Udienza, una magistratura risalente al periodo aragonese, e poi sede del Tribunale di Prima istanza e della Gran Corte Criminale”.
A distanza di un mese, ieri, 26 luglio 2017, gli Attivisti, forti delle 1136 firme raccolte, si sono recati dal Presidente Canfora, ma pare che non abbiano trovato risposte, con loro somma meraviglia.

Il Presidente della Provincia Canfora ignora la raccolta delle oltre mille firme.

Ci fanno sapere il dr. Fabio Paolucci: ” Secondo l’art. 17 dello statuto della Provincia, tale ente è tenuto a rispondere entro un mese alle istanze sottoscritte da almeno 1000 cittadini, e la nostra petizione conta ben 1136 firme. L’immobile inserito nel piano di alienazione della Provincia risale al XIV secolo e ha ospitato importanti istituzioni coma la Regia Udienza, creata in periodo aragonese e soppressa nel 1806, la Gran Corte Criminale ed il Tribunale di prima istanza di Salerno. Dagli anni ’30 del Novecento è sede dell’Archivio di Stato di Salerno e custodisce oltre 30 km di documentazione databile da poco prima dell’anno 1000 alla metà dello scorso secolo e una biblioteca con migliaia di volumi, oltre ad avere al pianterreno la meravigliosa Cappella di San Ludovico, con volte a crociera e pareti affrescate di epoca angioina.

La gravissima responsabilità è essenzialmente da attribuire all’incapacità politica del PD, che ha reso inutile il ricorso presentato al TAR dal Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo in quanto lo stesso Ministro Franceschini non ha presentato entro il 31 ottobre 2015 un piano di razionalizzazione degli Archivi di Stato e degli altri istituti culturali di proprietà delle Province, che avrebbe consentito il trasferimento del bene direttamente e gratuitamente al patrimonio del Mibact.
Tale assurda inadempienza ha messo in serio pericolo non solo l’Archivio di Stato di Salerno, ma tutti gli altri Archivi di Stato e gli istituti di cultura di proprietà delle Province, le quali potrebbero disporne indisturbate l’alienazione come è accaduto nel caso salernitano!

Non si possono snobbare, ignorandoli volutamente, 1136 cittadini che chiedono di non svendere un preziosissimo bene culturale, simbolo dell’identità e della storia del proprio territorio!
Noi del Meetup Amici di Beppe Grillo di Salerno non siamo disposti a vedere calpestata in questo modo becero la nostra Cultura e andremo fino in fondo in questa vicenda!”

Maria Rosaria Voccia

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