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cronaca
2017-04-20 00:00:00
Salerno, Università
L'Occhio nei Quartieri: Salerno, all'Università, la protesta dei lavoratori addetti alle pulizie
Stefania Bergamo si incatena nel Rettorato
Redazione Stefania Bergamo è una mamma, una lavoratrice, una donna che ha deciso di difendere i suoi diritti e quelli di oltre 100 lavoratori presso l’Università di Salerno incatenandosi nei pressi del rettorato fin dalle prime ore di ieri mattina. Dopo aver lavorato per oltre dodici anni con l’azienda Fisciano Sviluppo nell’ambito dei servizi di pulizia dell’Ateneo di Fisciano, Stefania e gli altri lavoratori hanno subito, nel luglio scorso, il licenziamento per il mancato rinnovo contrattuale dei servizi e l’assunzione con la nuova società appaltatrice. Eppure Il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro “Pulizia/multiservizi” prescrive che il lavoratore conservi il posto di lavoro, salvo diversi accordi in sede sindacale, con le caratteristiche del rapporto di lavoro intercorso con il datore di lavoro/appaltatore uscente. Foto: Stefania Bergamo (a sinistra, in primo piano) Il nuovo appaltatore dovrebbe assumere il lavoratore senza patto di prova. Queste norme contrattuali vincolerebbero il datore di lavoro, quale che sia la forma dell'impresa: "società, cooperativa, ecc.". L’art. 4, di suddetto contratto, disciplina l'avvicendamento di appaltatori con l’ipotesi di assunzione "a parità di termini, condizioni e prestazioni contrattuali", purché il lavoratore risulti essere dipendente dell'appaltatore uscente da almeno quattro mesi. Oppure prevede l’assunzione "con modificazioni di termini, condizioni e prestazioni contrattuali": in questo caso, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, in sede istituzionale o in sede sindacale, si incontrano per un esame della situazione "al fine di armonizzare le mutate esigenze tecnico-organizzative dell'appalto con il mantenimento dei livelli occupazionali, tenuto conto delle condizioni professionali e di utilizzo del personale impiegato, anche facendo ricorso a strumenti quali part-time, riduzione orario di lavoro, flessibilità delle giornate lavorative, mobilità". Sembrerebbe che sia proprio l’applicazione della norma, come nel secondo caso citato dall’art. 4 del Contratto Collettivo Nazionale, a far scattare la riduzione delle ore di lavoro “che da 22 sono passate a 15”, come afferma Stefania, “ed una paga oraria che da 7,65 euro è scesa a 5,76 euro”. Il sindacato di base FLAICA-Cub ha inviato ieri una richiesta al Prefetto di Salerno, proclamando lo stato di agitazione dei lavoratori dell’azienda Gioma Facility management, per un tentativo di conciliazione urgente che ripristini le condizioni minime e dignitose dei lavoratori. Questa vicenda, purtroppo, conferma una situazione difficile che si trasforma in tragedia quando i lavoratori sono costretti a subire anche ritardi nei pagamenti degli stipendi già alleggeriti dai tagli imposti nel nuovo accordo. La protesta dei lavoratori proseguirà ad oltranza fin quando non verranno soddisfatte le richieste nei confronti della stazione appaltante che deve garantire la tutela dei livelli minimi di dignità nei confronti dei lavoratori dell’azienda vincitrice dell’appalto pubblico. Si ringrazia per il contributo Francesco Virtuoso
L'Occhio nei Quartieri: Salerno, all'Università, la protesta dei lavoratori addetti alle pulizie
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