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2017-04-28 00:00:00
Salerno

Psicologia: Come diventare ottimisti

Sevensalerno comunica lo Start di un'interessante e richiesta Rubrica di Psicologia, modulata per il benessere della Persona, della Famiglia e del vivere in società

Andrea De Simone Siete ad una cena tra amici, tutto sembra scorrere bene, ma quando arriva l’ordinazione il piatto è scadente! Su cosa vi concentrerete di più? il cibo scadente riuscirà ad offuscare il valore della piacevole compagnia degli amici rendendovi infelici e di cattivo umore? L’ ottimista è una persona che focalizzerà la sua attenzione soprattutto sulla gioia e il piacere di trascorrere una serata in compagnia, piuttosto che sulla qualità del cibo; invece un “autentico” pessimista sarà pienamente focalizzato sul cibo scadente e questo influenzerà in maniera negativa l’intera serata. Il diverso “focus percettivo” (su cosa focalizzano la loro attenzione) tra i due li porterà a ricordare con maggiore lucidità determinati dettagli di questa serata e, se l’indomani si chiedesse loro di raccontare come è andata la cena, la persona ottimista ricorderà e racconterà delle risate fatte con la compagnia di amici, lasciando in secondo piano la qualità del cibo, aspetto che sarà invece messo in primo piano dal pessimista. Per cui la discussione (del pessimista) con gli altri tenderà ad essere incentrata su questi elementi “negativi” dell’evento, rinforzandoli e alimentandoli. Non tutte le persone guardano al passato, al presente e al futuro nello stesso modo. Ci sono ad esempio persone che guardano la vita con ansia e preoccupazione, focalizzandosi di più sulle difficoltà incontrate o da affrontare durante la giornata, piuttosto che sulle gioie da assaporare e sui successi ottenuti; di contro, ce ne sono altre che considerano la vita con entusiasmo e serenità e riescono ad affrontare le difficoltà con spirito combattivo, le guardano come dei momenti di opportunità e crescita, più che come insidie e ostacoli insuperabili. Queste ultime, in particolare, sanno essere costanti nel perseguire gli obiettivi, al di là degli ostacoli incontrati e degli errori commessi, e sono capaci di puntare più sulla speranza di successo che sulla paura del fallimento. In genere qualifichiamo le prime come persone pessimiste, le seconde come ottimiste. Essere ottimisti non significa ignorare che esistano dei problemi, far finta che tutto andrà bene e che viviamo in una specie di paradiso terrestre (questo potremmo definirlo “Ottimismo ingenuo”). Altra forma di falso ottimismo è quella definita “dogmatica” in cui non si vuole riconoscere i segnali negativi intorno a noi. E’ un evidente meccanismo difensivo per proteggersi dai dolori che inevitabilmente investono le nostre vite. Quello che potremmo definire come “sano ottimismo” è, invece, un modo di approcciarsi e vedere da una determinata prospettiva la complessità della vita nei suoi aspetti negativi, positivi ed intermedi. Essere ottimisti significa riconoscere i problemi e impegnarsi per trovare una soluzione, con la convinzione che la si troverà. L’ottimista non si abbatte alle prime avversità della vita, ma cerca un modo per affrontarle, dare un senso e superarle. L’ottimismo è un atteggiamento realista e al tempo stesso possibilista. Per l’ottimista un insuccesso diviene bagaglio di esperienza, ricchezza ed energia per una nuova ripartenza. Questo è il motivo per cui l’atteggiamento ottimista è garanzia di successo in tutti i campi. L’ottimismo lo possiamo pensare come un’energia interiore che una volta attivata contagia e colora il nostro modo di vedere la vita e di vivere i rapporti con le altre persone. Gli ottimisti infatti non solo sono più felici delle persone pessimiste, ma ottengono anche maggiori soddisfazioni in molti ambiti di vita quali il lavoro, la scuola, lo sport e le relazioni sentimentali. Essere capaci di una visione ottimistica della realtà comporta inoltre dei benefici sullo stato di salute sia fisica che mentale. Uno dei più autorevoli esperti del settore, lo psicologo statunitense Martin Seligman il fondatore della psicologia positiva, professore al Dipartimento di Psicologia all’University of Pennsylvania, ha condotto ricerche pioneristiche sui meccanismi alla base della depressione e la relazione della stessa con il pensiero pessimistico, trovando strategie utili per poterlo modificare. Seligman, ritenuto tra gli psicologi più eminenti del ventesimo secolo, afferma: “…Tuttavia, non ci sono solo cattive notizie per i pessimisti. L’aspetto positivo è che essi possono apprendere le abilità dell’ottimismo e migliorare in maniera permanente la qualità della loro vita.” Informazioni: mob. 345 0858087 dott.andreadesimone@gmail.com www.online-psicologo.it        
Psicologia: Come diventare ottimisti
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